Gianfranco Masi

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Gianfranco Masi conosce le regole e i riti del sistema dell’arte e sa che queste ‘poche righe’ contribuiranno ad avvalorare presso il pubblico il prodotto di una ricerca creativa che è innanzitutto scelta personale, fondata sul bisogno di conoscere e comunicare, l’opera, appunto, che, per esistere, ha bisogno di mostrarsi, .… meglio se con l’accompagnamento e la conferma di un “addetto ai lavori”, secondo una ritualità comunemente praticata e accettata.

Lavori in corso

Mi inserisco, allora, amichevolmente nello schema comunicativo autore - opera - pubblico, nell’attesa e con l’augurio che il primo prenda presto la parola.

Imparare a usare i mezzi dell’arte, (in questo caso, pittura, tecniche di stampa, video), è importante quanto avere qualcosa da comunicare : su questa problematica si svolge la ricerca di Gianfranco Masi, il suo apprendimento dell’arte, ossia, da un lato, imparare ciò che l’arte è stata e ciò che l’arte è, dall’altra, fare. E, proprio attraverso il fare, Masi sta attualmente spostando la sua attenzione dai problemi formali interni alla pittura e alla composizione del quadro ai rapporti fra la pittura e il mondo. La scelta di un segnale urbano, come le strisce pedonali, lo conferma.

La striscia, - che appariva nei dipinti precedenti come banda cromatica verticale, campitura talvolta preziosa, per costruire lo spazio del quadro -, ha compiuto una rotazione, si dispone orizzontalmente, acquista le dimensioni standard delle strisce pedonali, ora per rappresentarle e imitarne la funzione, con la tela dipinta collocata sul pavimento, a stimolare e conoscere le reazioni dei fruitori o dei passanti (a seconda che il contesto di riferimento sia la galleria o la strada), ora prelevata dalla strada ed esibita sulla tela nella sua realtà di materiale vissuto : esperienza reale, mondana, e anche metafora del rapporto tra arte e pubblico. I due versanti, quello della pura registrazione del dato di realtà e quello della rielaborazione soggettiva coesistono : la ricerca è in corso, non si danno risposte definitive.

Giuliana Videtta

Comparse a Firenze

(consumate)

descrizione in breve

L’opera è esausta…..

È stata brutalmente consumata, calpestata, oltrepassata, ignorata, visitata, spostata, arrotolata, utilizzata.

Come le strisce pedonali ha avuto un suo inizio, una sua esistenza ed utilità, ora rimane appesa come un quadro…

È satura, ha resistito all’esterno, all’estremo, e all’uomo.

È comparsa per le vie del centro quasi inosservata, ma questa volta è stato l’uomo la vera comparsa.
Ora il suo spazio può essere quello di una qualsiasi “opera” , il suo posto sarà il museo; sarà vista ma è gia stata consumata.
È un reperto.